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DALLE CITTA E DAI LIBRI


di Piera Mattei
Piero Manni editore 2002

In questo libro l'Introduzione espone abbastanza distesamente come sono nati i diversi articoli, che ora - a posteriori - si ricompongono per raccontare di un itinerario di esperienze diluite nel tempo, attraverso culture e letterature diverse. Fondamentale è stato un accurato lavoro di montaggio che in molti casi prescinde dalla datazione degli articoli stessi. La trama degli articoli si muta in una narrazione coerente di esperienze e passioni letterarie.

La lettura e l'esposizione delle impressioni di lettura su quotidiani romani (Quotidiano dei Lavoratori e Paese sera) precedono quasi sempre un viaggio verso i luoghi che hanno prodotto quelle letterature. In questo modo la letteratura si fa viva esperienza, anche se l'esperienza diretta necessariamente corregge o sposta le impressioni dei racconti letterari, quasi una verifica in laboratorio di ipotesi nate dalla lettura.

Le culture "diverse dalla nostra" di cui si riferisce, non sono così diverse da risultare "esotiche" (il Giappone e l'URSS ne sono un esempio). Il giudizio non è "politicamente assoluto" o schierato, eppure spero sia dovunque chiaro. Tende a individuare affinità tra culture considerate antagoniste (vedi i riferimenti agli Stati Uniti parlando dell'URSS). Quei riferimenti partono da valutazioni di esperienze dirette (quando viaggiavo in URSS tornavo da un lungo soggiorno negli Stati Uniti, un'esperienza importante e formativa).

Vorrei sottolineare che il riferimento ai libri non riguarda mai testi di giornalismo. Qualche volta invece tiene presente interpretazioni originali della storia del Novecento, come è il caso dell'articolo su "America tra supremazia e declino".

I libri ai quali si fa riferimento sono essenzialmente di letteratura - vedi Mishima, Tanizaki, Osamu Dazai e altri - per quanto riguarda il Giappone, Duras (così dicono i francesi senza premettere l'articolo e pronunciando la esse finale) che fu il boom editoriale degli anni '80, per quanto riguarda Parigi.
Di solito il mio discorso passa attraverso l'esame e il commento ai grandi del Novecento, non impegnandosi nella recensioni "scottanti" delle novità. Questo è un motivo che - mi pare - rende sempre fruibili quelle analisi.

Portando con me la passione per la letteratura e il viaggio ho visitato luoghi dedicati alla scienza e alla ricerca: le Università di Mosca e di Novosibirsk, i laboratori IBM e Bell in New Jersey, la città della scienza di Tzukuba.
Questo è il motivo per cui il libro può interessare anche e particolarmente quanti nei laboratori esercitano duramente le loro capacità e la loro intelligenza.

Il libro parla di queste cose e di altre passioni (maternità, gatti, puntiglio artistico, "follia pedagogica" etc. ) a cui ho dedicato spazio sui giornali attraverso il commento ai romanzi di grandi autori, talvolta attraverso l'incontro diretto con scrittori e artisti.